EAISMO E MOVIMENTO NUCLEARE
Il Movimento Eaista e' oggi oggetto d'interesse e di studi, anche in quanto antesignano della pittura nucleare, e quindi meritevole di essere segnalato, pur con tutti i suoi limiti spaziali e temporali, nella storia dell'arte.
La scarsa coesione degli eaisti si evidenziò nel perdere l'occasione che avrebbe dato al movimento risonanza nazionale ed internazionale: la causa legale da loro intentata a Roma nel 1954, citando in giudizio Dalì e Baj, non fu portata a termine.
In effetti il Manifesto Eaista precede di quattro anni il Manifesto della pittura nucleare (Bruxelles, 1952) di Baj e Dangelo, nel quale parecchie enunciazioni sono simili a quelle avanzate dall'Eaismo, come la volontà di abbattere gli "ismi" del passato e il volere una pittura antiaccademica; gli eaisti parlarono di plagio ed in effetti l'opera di Voltolino Fontani "Dinamica di assestamento e mancata stasi" (a fianco), eseguita nel 1948, è la testimonianza inconfutabile del fatto che l'Eaismo precedette l'arte nucleare, alla quale aprì la strada, pur in totale autonomia e pur rimanendo nei confini toscani.
Gli eaisti dissero anzi qualcosa di più, poiché non si limitarono a riprodurre sulla tela le radiazioni e la disintegrazione dell'atomo ma allargarono il loro messaggio al campo etico-civile, prendendo le distanze da certi traguardi del progresso: è proprio dell'opera d'arte, pittorica o poetica che sia, il compito di testimoniare la tragicità dell'epoca attuale, segnata dalla scoperta rivoluzionaria dell'energia atomica, apportatrice di morte e distruzione (e Chernobyl ha dato prova della loro lungimiranza).
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