COMITATO PER LA DIVULGAZIONE DELLA FIGURA PITTORICA DI
VOLTOLINO FONTANI


IL COMITATO

Statuto
Organigramma
Recapito

Attivita'
Archiviazione
Eventi e progetti


L'ARTISTA

Biografia
Bibliografia
Gallerie di opere
Rassegna stampa


L'EAISMO

Storia
Manifesto
Rassegna stampa


HOME


MANIFESTO DELL'EAISMO

Il giorno 3 settembre 1948, presso la Scuola d'Arte "Amedeo Modigliani", VOLTOLINO FONTANI, ANGIOLO SIRIO PELLEGRINI, e ALDO NERI (pittura), MARCELLO LANDI e GUIDO FAVATI (poesia), hanno gettato le basi del movimento EAISTA.

L'EAISMO vuole riportare l'arte a riattingere i suoi supremi valori, cioè ad esprimere con essenzialità ed intimità la nostra presenza nel mondo. Esso si propone perciò di liberare l'espressione artistica dai cerebralismi in cui s'è invischiata nell'ultimo cinquantennio e di ricondurla alla necessaria naturalezza intesa ad esprimere con la maggiore umanità d'impegno e coerenza espressiva i problemi che ci urgono dentro come uomini prima che come artisti.

Si chiama EAISMO, cioè movimento dell'Era Atomica (E, A, ismo) perché la scoperta dell'energia atomica è riguardata dagli EAISTI come l'acquisizione di un principio capace di rivoluzionare la nostra concezione dell'universo, e quindi di alterare quell'equilibrio sentimentale morale che in essa trovava il suo appoggio e la sua giustificazione, e capace perciò di metterci di fronte a problemi di incalcolabile portata, quali quelli posti dall'inadeguatezza e sconcordanza oggi esistenti fra la verità e libertà raggiunte dal pensiero scientifico e il tono retrivo e tradizionale della nostra vita sentimentale e morale.

Condanna perciò tutti i movimenti i quali, non avvertendo l'urgenza di saggiare con sincerità di intenti e profondità di introspezione i valori umani capaci di resistere saldamente (come unici punti certi di riferimento) nella nuova concezione dell'universo e di percepire quelli nuovi che ci si annunciano, concepiscono l'arte come un rifugio da iniziati e come un'oasi in cui rinchiudersi lungi dal travaglio complesso dell'umanità; ed in particolare condanna:

I. ­ IL FUTURISMO, perché della realtà si propone di illustrare soltanto l'aspetto esteriore visivo, suggerendo una banale sovrapposizione di piani come resultato meccanico di un succedersi di immagini ottiche nella retina e non l'intima problematicità del reale.

  II. ­ IL CUBISMO, che della realtà intende solo celebrare gli aspetti fisici o, in casi particolari, esprimere su di essa un giudizio soggettivo e parziale, senza intenderla nella sua ricchezza di suggerimenti, svellendola dal suo profondo senso di divinità.

  III. ­ IL FAUVISMO, perché del reale esprime soltanto lo splendore esterno, in un gioco funambolesco di astratto candore, senza preoccuparsi di penetrarne i motivi umani.

  IV. ­ IL SURREALISMO, perché concepisce l'espressione artistica come un esperimento d'automatismo di natura sub-cosciente anziché adoperare i mezzi espressivi come consapevole strumento per tradurre in parole e in figura un sentimento dominato dell'animo.

  V. ­ L'ESISTENZIALISMO, perché vuol concepire la presenza dell'uomo nel mondo come effetto di un gioco crudele di forze a lui estranee, senza preoccuparsi di affermarne invece il valore e l'essenza, solo perseguendo i quali ci si può invece sottrarre allo smarrimento, alla vertigine, alla nausea.

  VI. - L'ERMETISMO, perché riduce la parola ad un puro fatto fonico e musicale, negandole la sua naturale funzione di significatrice di una realtà concreta, che sola le dà consistenza e valore.

  VII. ­ L'ASTRATTISMO, perché, analogamente a quanto fa l'ermetismo con la parola, adopera il segno e il colore come elementi di un puro gioco arbitrario, non più capaci di significare l'umanità della visione, né di comunicarla allo spettatore.

  VIII. ­ IL LETTRISMO e il suo più stretto progenitore, il DADAISMO, i quali, nella voluta elementarità del suono puerile esprimono dell'epoca moderna solo l'aspetto dello smarrimento e del balbettio anziché ricercare quali fondamentali i valori di essa siano capaci di salvarsi nella disintegrazione, anche spirituale, che ci minaccia.

  L'EAISMO propone perciò all'indagine artistica un nuovo contenuto, invitando gli artisti a saggiare la consistenza e solidità dei miti della nostra pericolante umanità, convinto com'è della necessità che l'arte riprenda contatto con la realtà della vita ed i suoi sentimenti con impegno e sincerità; e propone altresì, su un piano tecnico, di esprimere i risultati lirici e figurativi di quell'indagine con essenzialità, sinteticità ed intuibilità.

  Quanto sopra è espresso più distesamente nelle risposte alle seguenti domande:

  Possono gli aspetti dell'EAISMO essere universalmente accettabili? Non avranno essi punti di contatto con altri recenti movimenti? Costituisce l'EAISMO soltanto una presa di posizione polemica in opposizione ad altri ismi, od è effetto di una convinzione spontanea scaturita da particolari esigenze della nostra epoca? Risponde a necessità latenti nel nostro secolo, o si forgiano nuove idee isolate e astoriche? Il vero volto dell'EAISMO è un formulario di proposizioni volutamente affermate allo scopo di distinguerlo dal già fatto, o deriva da una logica inequivocabile? Infine: la realizzazione della pittura e della poesia eaiste sarà legata alla enunciazione di un particolare procedimento tecnico e dialettico, o sarà da attuarsi in libertà di espressione?

  Il movimento eaista (EAISMO) che vuole affermare la necessità che l'arte sia coerente con le esigenze spirituali e coi problemi fondamentali dell'epoca in cui essa fiorisce, bandisce la necessità che la manifestazione artistica sia adeguata agli aspetti del pensiero umano e della umana sensibilità conseguenti alla evoluzione tecnico-dinamica e filosofica dell'umanità. Il progresso meccanico, le grandi scoperte scientifiche e massimamente la disintegrazione atomica, costituiscono gli ultimi punti di arrivo del pensiero umano alla fine del secondo millennio d.C., ma non ha finora con essi alcun legamento e coerenza l'arte, di cui peraltro si sente comunemente la necessità che sia progressiva e quindi aderente all'epoca.

  Per quanto riguarda la pittura, Picasso, Braque, Matisse, Chagall, e per certi aspetti Modigliani, Campigli e Sironi, non hanno avvertito in parte il bisogno di cogliere e di esprimere con esauriente impegno il senso complesso dell'umanità che si evolve, e le più volte si sono rifugiati nella raffinata degustazione delle primitive espressioni dell'uomo: egizio, paleocristiano, negroide ecc., incuranti del travaglio spirituale dell'età in cui viviamo, sintomo questo, che ci avverte di come ci sia chi possa agire più perché spinto da esigenze snobistiche e borghesi, che per effetto di ponderate riflessioni: le quali sono invece le sole che possano metterci in condizione di individuare verità e necessità irrecusabili della nostra patita umanità, e non coglierne il senso in termini di arte: il che è illogico oltreché immorale da un punto di vista artistico.

  L'età del mondo è nell'aria e in ogni cosa: la nostra vecchiezza la portiamo nel sangue fin da fanciulli, e un uomo adulto non potrà mai più essere un bambino.

  Contro tali e siffatte posizioni si pone l'arte EAISTA, la quale asserisce l'urgenza di esprimere il senso della nostra epoca anche nel carattere che essa ha di non consentire più una calma ed assorta elaborazione mentale dei dati della sensibilità; e non è quindi in contrasto col velocismo realizzativo d'oggi della meccanica, della fisica, della chimica; e rinnega altresì le aberrazioni letterarie e i deformismi di moda per rirportare l'arte ai suoi valori universali.

  L'EAISMO non avrà punti di contatto con i movimenti artistici odierni, perché, contrariamente a ciò che essi fanno, esprimerà sempre, ed impegnativamente, in essenzialità ed intimità, la presenza dell'uomo nel mondo, pur servendosi, per esprimerla, di tutti i contributi culturali e tecnici, che questa epoca può mettere a sua disposizione. Noi non abbiamo più, per dipingere e per scrivere, la calma visione del mondo di un Tiziano o di un Ariosto: l'inquietudine determinata dal progresso, e perfino le lacune fisiologiche effetto dei mutamenti biologici della specie, ce ne fanno diversi. Ciò nonostante il movimento EAISTA vuole riaffermare la universalità dell'espressione artistica, pur asserendo che l'arte debba adeguarsi alle particolari esigenze della nostra attuale età, e ciò senza impregnare di significati polemici l'opera realizzata.

  In questo senso l'EAISMO si pone come un movimento storicamente valido in quanto vuole esprimere la realtà del nostro tempo e combattere tutte le volute astrattezze e stranezze artistiche, le quali non costituiscono arte, ma cerebralismo.

  L'EAISMO non è un formulario di volutismi: esso propugna la più sincera e libera maniera di espressione, che metterà in condizione l'artista di cogliere e fissare la fugacità ed energia la emozione pittorica o poetica. Emozioni pittoriche, che non saranno svisate o viziate da formule o impedimenti tecnici, perché proprio la asserita necessità di schiettezza e immediatezza della realizzazione dell'opera faciliterà il compito dell'artista.

  L'emozione pittorica o poetica fugace sarà realizzata così vergine ed essenziale che avrà ancora l'aspetto energico dell'idea. Se il pittore EAISTA, per rendere con la necessaria essenzialità ed immediatezza l'idea che lo ha illuminato, sentirà inutile soffermarsi a dipingere certi particolari anatomici di una figura perché il soffermarsi su di essi lo fuorvierebbe dalla realizzazione di ciò che più veramente lo ha affiancato, non sarà necessaria che li dipinga, perché ciò che della figura comunque realizzerà, sarà capace di suggerire di per sé l'esistenza di ciò che non è stato dipinto.

  Che importa se il pittore EAISTA abolirà alcune linee o addirittura un volto, o se, per esprimere un nudo, traccerà solo l'armonia lineare di un bacino o di una sola spalla? Il profano, di fronte a ciò, potrà rimanere perplesso o smarrito, potrà anche pensare che al dipinto mancano tre quarti di esecuzione, ma non potrà mai condannare l'EAISTA, in quanto il suo facile giudicare, sarà, questa volta, autentica ignoranza: infatti l'EAISTA che sia veramente tale deve, attraverso ciò che è espresso, suggerire la presenza di ciò che non si è soffermato a realizzare e il visitatore non potrà non percepirla, quella presenza.

  Ne consegue che l'EAISTA dovrà abolire ogni compiacenza per qualsiasi forma di orpelli e sovrastrutture retoriche. Ricercherà sempre nel dipinto e nello scritto quella nuda essenzialità, che gli permetterà di esprimere la sua intenzione secondo gli universali valori della pittura e della poesia con aderenza e coerenza, frutto di educazione e sensibilità. Per far questo l'uomo d'oggi, mercè il progresso tecnico-editoriale, ha a sua disposizione molto materiale culturale: pubblicazioni, monografie, riproduzioni a colori ecc. Può così raggiungere per la educazione del suo gusto e della sua sensibilità una completa conoscenza di quanto è stato fatto in arte, e ciò lo agevolerà nel suo arricchimento culturale: e ciò è doveroso, perché l'EAISTA deve essere anche padrone della tecnica e capace di esprimere compiutamente ed esaurientemente la sua visione.

  Il pittore ed il poeta EAISTI non si compiacciono di mondi astratti e difficili, e tanto meno di linguaggi impenetrabili. Poiché peraltro l'artista, prima di essere tale, dovrà anche essere un uomo nel senso più inquietante della parola, ne deriva l'esigenza di esprimersi con complessa ricchezza.

  Si profila, in quanto è detto sopra, la risposta alla asserita necessità di rendere l'arte coerente col dinamismo del mondo, la necessità di una coerenza EAISTA.

  E' bene tuttavia precisare che il movimento non esalta l'era atomica, tremenda e malefica, né si ispira al fenomeno di quel tragico progresso umano che l'ha generata nei suoi aspetti esteriori e meccanici. L'EAISMO esprimerà la tragedia del XX secolo ispirandosi al senso di quella tragedia, cioè al senso dell'uomo in quanto tuffato a vivere in essa, nutrito di essa, cercando di scoprire di nuovo nell'uomo, e tradurlo in opere, l'equilibrio infranto dell'equazione uomo-mondo. E ciò avverrà necessariamente: non solo, ma, più, perché l'EAISMO si propone programmaticamente di cogliere ed esprimere il senso del secolo in cui fiorisce, in elevazione di spirito.

   
VOLTOLINO FONTANI
ANGIOLO SIRIO PELLEGRINI
ALDO NERI
MARCELLO LANDI
GUIDO FAVATI


Livorno Ottobre 1948.  

Scrivi al webmaster

Comitato per la divulgazione
della figura pittorica di
Voltolino Fontani

tel: 328/8658939 - 0586/813542
email: comitatofontani@supereva.it